Incontro con la Musica

Siamo ancora una volta nel Salotto Rosso, stavolta anche a tempo di musica!
Sempre nella sua disposizione circolare, i presenti hanno formato una sorta di Campo con al centro uno spazio, lasciato libero, entro il quale sono stati disposti e poi suonati vari strumenti.

Gli strumenti fanno bella mostra di sé nello spazio centrale lasciato libero e contornato dai colori vivaci delle tele che, con le loro simbologie, raccontano la storia delle origini.

L’ atmosfera ci ha catapultato in quei mondi antichi che appartengono a tutti noi.
La musica, gli strumenti musicali e gli artisti hanno dato vita al tema dell’incontro che era, appunto, la Musica.

L’idea è scaturita durante l’incontro con l’astrofisica Giuliana Conforto che ha spiegato come tutto nell’Universo (noi compresi) sia movimento, e di come il movimento, creando vibrazioni, si traduca in suono e in un dialogo universale armonico. Dunque, la musica è importante per noi non soltanto sotto l’aspetto dell’ascolto e dell’esecuzione. Abbiamo compreso che noi stessi siamo Musica con le nostre vibrazioni.

Abbiamo avuto il piacere di ascoltare un arpista, Maurizio Coira, che ringraziamo vivamente per aver trasportato nel nostro Salotto un tale strumento che ha dimensioni che non possono certo passare inosservate. Somewhere over the rainbow, si è sprigionata nell’aria grazie alle sue dita che hanno pizzicato magistralmente le corde, accordando anche i nostri cuori.

Un grazie va a Luca Natali che ci ha fatto conoscere il Canto armonico. Siamo rimasti affascinati da quei suoni vibrati, cangianti nei loro colori vocali sulla tavolozza di una base creata da uno strumento a mantice che si chiama Shruti box. Questo strumento, che viene dall’India, sembra una mini valigetta, diciamo una ‘dodici ore’, ma nelle sue mani si è aperta come una pancia a forma di mantice emettendo un suono grave e profondo.

Nel corso della serata Luca, ha suonato il didgeridoo strumento anciofono, antichissimo tipico della cultura aborigena australiana. Ci ha spiegato che ha una sola nota e le variazioni della stessa e che, per suonarlo è necessario imparare una respirazione circolare. Poi è stata la volta dell’ Hand Pan che, sebbene abbia un suono ancestrale, è decisamente più recente, risale al 2000 ed è stato fabbricato in Svizzera. Anche Erika Felicia Natale si è esibita con un didgeridoo costruito da lei e con l’Hand Pan, questo ‘disco volante’ in miniatura che va percosso con le dita. Come definire poi i momenti in cui Silvia ha suonato e cantato accompagnandosi alla Kora, uno strumento ricavato da una grossa zucca tagliata a metà con corde simile a un grosso mandolino, realizzato dalle donne africane che utilizzano una pelle di bue per la cassa armonica. Michele Abbattista ha dato voce ad uno djembé, strumento africano a percussione.

Sia Luca con il canto armonico, che tutti gli altri hanno suonato improvvisando. Loro stessi hanno confessato che non pensavano la cosa riuscisse per via dell’accordatura di base diversa tra i vari strumenti e invece si sono gradualmente armonizzati tra loro ed è stato emozionante assistere ad una esecuzione che dire originale è dire poco. Certo, sarebbe meraviglioso se ci si impegnasse per realizzare la stessa armonia accordando le nostre convivenze. Stupore e consapevolezza, questo il fine per cui vivere!

Con la visione del video del Fluismo, realizzato da Glauco, si è concluso il nostro incontro, concluso per modo di dire, perché si è prolungato il piacere di stare insieme a dialogare. E’ importante considerare che l’andamento dell’incontro è stato vivo e partecipato, sia per le emozioni stimolate dall’ascolto della bella e inconsueta musica, sia per come ognuno si è sentito libero di poter esprimere il proprio sentire, il proprio pensare, realizzando così quello che è lo spirito del Fluismo.

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